Cos’è la green economy?

CHE COS’E’ LA GREEN ECONOMY

La green economy è quel tipo particolare di economia che è in grado di sostenere completamente il proprio impatto ambientale che deve essere ovviamente molto basso. Per fare ciò, la green economy deve viaggiare di pari passo con lo sviluppo tecnologico e la conoscenza perché solo così può essere in grado di impiegare le migliori soluzioni che non siano invasive per l’ambiente circostante.

Sicuramente una voce importante della green economy è l’utilizzo delle energie alternative. Energia eolica, solare, geotermica ma anche biomasse ed energia idroelettrica sono solo alcune delle soluzioni alternative alle energie tradizionali che si prefiggono di diffondere una nuova cultura del consumo sostenibile.

La green economy propugna una economia solidale e sostenibile che si basi sulla riduzione delle emissioni nocive, sul risparmio energetico e sul rispetto dell’ambiente. Gli esperti di settore sostengono che sarà proprio la green economy a salvare il mondo dalla povertà e a rendere accessibili a tutti le risorse naturali.

LA DIFFERENZA FRA GREEN ECONOMY E SVILUPPO SOSTENIBILE

Si sente spesso parlare di green economy e di sviluppo sostenibile come sinonimi dallo stesso significato ma in realtà esiste una netta differenza fra i due principi. Infatti, la green economy è un sistema economico a tutti gli effetti che non si preoccupa solo di adottare soluzioni a basso impatto ambientale ma anche – e soprattutto – di fare business. Ovviamente ci sono alcuni settori che sono più produttivi come possono essere quello del riciclo dei rifiuti oppure quello delle energie alternative ma sostanzialmente la caratteristica principale della green economy è quella di vedere l’ambiente come una vera e propria fonte di guadagno.

Lo sviluppo sostenibile, invece, è più che altro un principio economico che si basa sullo sviluppo industriale e produttivo che sia rispettoso dell’ambiente.

COME FUNZIONA LA GREEN ECONOMY

Incredibilmente, la green economy è strettamente collegata a banche e colossi della finanza che sono i primi a decidere di investire in questo tipo di business sostenibile. In particolare, proprio gli istituti finanziari possono e devono impegnarsi affinché vigilino sulla natura dei loro investimenti, controllando che i business in cui sono coinvolti – e che finanziano – siano ad esempio a basso impatto ambientale. Gli investimenti nel settore, infatti, possono essere la molla che spinge le aziende a decidere di produrre solo con energia alternativa oppure a impegnarsi in progetti green o, infine, ad acquistare e ripopolare aree verdi del pianeta per compensare le emissioni di produzione.
Ma la green economy può essere creata anche dal basso. Ognuno, infatti, può impegnarsi ad acquistare esclusivamente prodotti che siano stati realizzati nel rispetto della natura oppure a raggiungere un buon livello di efficienza energetica grazie alle ormai numerose tipologie di energia alternativa.

QUALI SONO LE AZIENDE DELLA GREEN ECONOMY

In realtà le aziende che possono essere considerate parte integrante della green economy operano un pò in tutti i settori, anche quelli di uso quotidiano e non necessariamente legati strettamente al green ma utilizzando materiali e procedure ecosostenibili. Volendo fare un esempio, sono pienamente ascrivibili alla green economy le aziende che si occupano di tipografia che utilizzano carta prodotta da industrie sostenibili e inchiostri che non nuocciono all’ambiente oppure le aziende di mobili che realizzano anche prodotti di design con legname di riciclo.
Va sottolineato, infine, come molto spesso la scelta di un’economia green sostenibile non sia certo frutto di scelte etiche quanto piuttosto di decisioni ponderate di business senza dimenticare che produrre sostenibile è oggi anche un tema di comunicazione a forte impatto mediatico e, quindi, capace da solo di promuovere un’azienda.

IL RUOLO DEL CONSULENTE IN COMUNICAZIONE AMBIENTALE NELL’ERA DELLA GREEN ECONOMY

A questo punto risulta fondamentale la figura del comunicatore ambientale all’interno di questo tipo di aziende.

Da un lato le aziende di servizi che devono informare ed educare a comportamenti ed attività sostenibili (come ad esempio le campagne per la raccolta differenziata o per la mobilità sostenibile), dall’altro le aziende di produzione che creano prodotti non inquinanti, da procedimenti di lavorazione sostenibili o con materiale di recupero e hanno bisogno di un tipo di comunicazione mirata al tipo di prodotto che deve parlare in modo “diverso” e ad un pubblico sensibile alle tematiche ambientali.

Non sono da dimenticare le aziende che “compensano” ovvero che non potendo rendere meno impattanti a livello ambientali le procedure di produzione o il prodotto stesso si impegnano in campagne di sostegno all’ambiente con iniziative di compensazione come ad esempio il piantare alberi tanti quanti sono necessari a compensare la co2 prodotta.

Ecco quindi il ruolo del consulente in comunicazione ambientale che si fa sia divulgatore che educatore ma soprattutto guida dell’azienda che vuole approcciare un target sensibile alle tematiche ambientali e che necessità di metodologie di engagement diverse da quelle legate alla comunicazione istituzionale.

Tratto da: http://danieleromei.com/cose-la-green-economy/

Domenico Terlizzi presidente del Consiglio dei rappresentanti degli studenti Unipegaso.

Administrator

Corrado Faletti è giornalista dal 2003; ha scritto articoli per importanti quotidiani e per riviste di settore scientifico, oggi è Direttore Responsabile di Betapress.it, ha scritto più di 16 libri tra cui il primo libro in Italia sulle banche virtuali, e molte pubblicazioni riguardano la formazione innovativa. Ha lavorato in banca dal 1991 fino al 2007, la sua ultima esperienza è stata proprio in banca Marche ove per primo segnalò lo stato di pericolo in cui la Banca si era venuta a trovare. Dal 2009 al 2012 è stato dirigente del ministero dell’istruzione università e ricerca e si è occupato di organizzazione scolastica, controllo di gestione e fondi europei. Proprio il suo ruolo di capo degli ispettori dei fondi (era responsabile dell’autorità di audit) lo ha portato a ridisegnare il meccanismo dei controlli permettendo di rilevare gravissimi malcostumi nella gestione dei fondi stessi. Per la sua attività preso il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ha ricevuto una lettera di encomio Oggi è Presidente di una società che realizza modelli di business e di controllo per le Banche ed il mondo finanziario, tiene corsi di formazione e convegni in tutta Italia, ed è editore capo presso la casa editrice CCeditore.

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