Gioco d’azzardo e giovani: cosa fanno le scuole

Nonostante i categorici divieti a livello nazionale di giocare d’azzardo per tutti i giovani che non hanno compiuto i 18 anni, vari studi e per tanti anche l’esperienza personale, ci dicono che sono tantissimi i ragazzi che si lanciano in scommesse ed in giochi da casinò.

Che sia per un gratta e vinci, considerato nella coscienza comune un gioco del tutto "innocuo", che sia tramite qualche amico maggiorenne compiacente che gioca per tutto il gruppo o per qualche genitore "distratto" e che consente senza volerlo di farlo accedere ai propri dati personali così da permettergli di giocare online dove impazzano le offerte di benvenuto come Eurobet Bonus Casinò e come questa in rete ce ne sono tantissimi altri.

Le leggi, i controlli e l’attenzione sono sicuramente importanti ma fondamentale è ancora di più l’educazione che possa prevenire problemi legati al GAP, acronimo che sta per gioco d’azzardo patologico. Da questo punto di vista le scuole possono fare molto e non mancano le iniziative anche sul nostro territorio.

Ad Ancona ad esempio durante la scorsa primavera ha fatto tappa “Io me la gioco“, il format-spettacolo ideato dal Teatro del Buratto e destinato alle scuole secondarie. L’obiettivo principale è quello della corretta informazione sia in merito alle differenze fra gioco legale ed illegale ma soprattutto alle conseguenze di cadere nel vortice della ludopatia.

Anche la Legge Regionale Marchigiana sulla prevenzione del gioco d’azzardo patologico prevede molti richiami a scuole ed università. Le Marche istituiranno la "Giornata dedicata alla lotta al Gap" che si terrà in tutti gli istituti superiori e nelle facoltà regionali. Non solo iniziative una tantum però visto che sono previste molte altre attività come il sostegno alle iniziative di associazioni e cooperative sociali che realizzano informazione e sensibilizzazione. Ci saranno anche scuole per genitori, finanziate dalla Regione, per informare correttamente sui rischi del gioco d’azzardo legati in particolare ai minorenni.

Spostandoci fuori regione, sono tante le iniziative che si muovono per informare i ragazzi all’interno delle scuole. In Piemonte la Regione ha lanciato il progetto "Ragazzi, non giochiamoci! Minori e gioco d’azzardo" legato ovviamente alla Legge regionale per contrastare il gioco d’azzardo patologico. Vicino, più esattamente in Lombardia, a Milano, dallo scorso anno ha preso via il progetto "no Slot Educa e Forma" che ha coinvolto oltre seimila studenti nelle scuole elementari e medie per provare a prevenire il problema sin dalla più tenera età.

Per contrastare il gioco d’azzardo tra i minorenni, le scuole sono fondamentali, così come i genitori, i luoghi che si frequentano sia nel mondo reale che in quello virtuale. La famiglia però ha sicuramente un peso predominante sugli altri. Pensate che stando ai dati di importanti e riconosciuti studi, se uno fra mamma o e papà giocano, quasi 2 ragazzi su 3 (il 64%) giocheranno mentre solo il 9% dei figli senza genitori giocatori inizierà con scommesse e gioco d’azzardo. Per questa ragione ancora di più l’educazione fuori di casa, può essere determinante per provare a cambiare questa sorta di karma familiare che sa quasi di fato predeterminato.

Tratto da: https://picchionews.it/scuola-e-universita/gioco-d-azzardo-e-giovani-cosa-fanno-le-scuole

Domenico Terlizzi presidente del Consiglio dei rappresentanti degli studenti Unipegaso.

Administrator

Corrado Faletti è giornalista dal 2003; ha scritto articoli per importanti quotidiani e per riviste di settore scientifico, oggi è Direttore Responsabile di Betapress.it, ha scritto più di 16 libri tra cui il primo libro in Italia sulle banche virtuali, e molte pubblicazioni riguardano la formazione innovativa. Ha lavorato in banca dal 1991 fino al 2007, la sua ultima esperienza è stata proprio in banca Marche ove per primo segnalò lo stato di pericolo in cui la Banca si era venuta a trovare. Dal 2009 al 2012 è stato dirigente del ministero dell’istruzione università e ricerca e si è occupato di organizzazione scolastica, controllo di gestione e fondi europei. Proprio il suo ruolo di capo degli ispettori dei fondi (era responsabile dell’autorità di audit) lo ha portato a ridisegnare il meccanismo dei controlli permettendo di rilevare gravissimi malcostumi nella gestione dei fondi stessi. Per la sua attività preso il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ha ricevuto una lettera di encomio Oggi è Presidente di una società che realizza modelli di business e di controllo per le Banche ed il mondo finanziario, tiene corsi di formazione e convegni in tutta Italia, ed è editore capo presso la casa editrice CCeditore.

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