La gestione del rischio è fondamentale per l’Industria 4.0


Internet of Things, cloud computing e intelligenza artificiale. Quando parliamo di tecnologie al servizio dell’Industria 4.0 spesso sembrano solo rose e fiori. E invece, oltre che all’argomento legato alla cybersecuirty, il passaggio alla quarta rivoluzione industriale rappresenta una sfida difficilissima per le PMI.

Con l’unione del contesto imprenditoriale digitale e analogico le aziende rischiano infatti di essere esposte, senza difese, a un enorme pericolo finanziario, operativo e di reputazione. Senza comprendere al meglio come muoversi nell’Industria 4.0 si rischia di sbagliare gli investimenti e di fallire per una crisi economica interna all’azienda. Allo stesso tempo l’efficacia della produzione dipenderà da macchinari che dovranno essere usati da figure professionali specifiche che la PMI dovrà assumere e allo stesso tempo dovrà anche difendere. Perché le nuove tecnologie sono a forte rischio attacco hacker. E in un contesto molto concorrenziale la cattiva immagine derivante da un’infezione ai propri sistemi farebbe crollare la reputazione della PMI.

Domenico Terlizzi presidente del Consiglio dei rappresentanti degli studenti Unipegaso.

Risk Management

Insomma se da una parta l’IoT, la robotica e i droni rappresentano una grande opportunità, dall’altra sono una spada di Damocle sulla testa degli imprenditori. Per questo motivo prima di lanciarsi nell’Industria 4.0, una PMI dovrà essere capace e abile nella gestione del rischio. La gestione del rischio (in inglese risk management) è il processo mediante il quale si misura o si stima il rischiopotenziale per una PMI e successivamente si sviluppano delle strategie per governarlo. Per fortuna oltre all’esperienza e alle figure professionali adatte oggi gli imprenditori possono affidarsi anche a potenti e precisi software di analisi dati,che possono aiutare le aziende nelle scelte più importanti o nelle modifiche in corso d’opera. L’importante è creare una comunicazione rapida e continua tra i vari protagonisti presenti nelle nuove aziende. Oltre alle macchine anche i dipendenti devono avere il loro raggio d’azione e allo stesso tempo i dati in arrivo dai sensori devono essere facilmente analizzabili e non causare ulteriori dubbi o problemi ai lavoratori.

Tratto da: http://tecnologia.libero.it/la-gestione-del-rischio-e-fondamentale-per-lindustria-4-0-15254

Administrator

Corrado Faletti è giornalista dal 2003; ha scritto articoli per importanti quotidiani e per riviste di settore scientifico, oggi è Direttore Responsabile di Betapress.it, ha scritto più di 16 libri tra cui il primo libro in Italia sulle banche virtuali, e molte pubblicazioni riguardano la formazione innovativa. Ha lavorato in banca dal 1991 fino al 2007, la sua ultima esperienza è stata proprio in banca Marche ove per primo segnalò lo stato di pericolo in cui la Banca si era venuta a trovare. Dal 2009 al 2012 è stato dirigente del ministero dell’istruzione università e ricerca e si è occupato di organizzazione scolastica, controllo di gestione e fondi europei. Proprio il suo ruolo di capo degli ispettori dei fondi (era responsabile dell’autorità di audit) lo ha portato a ridisegnare il meccanismo dei controlli permettendo di rilevare gravissimi malcostumi nella gestione dei fondi stessi. Per la sua attività preso il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ha ricevuto una lettera di encomio Oggi è Presidente di una società che realizza modelli di business e di controllo per le Banche ed il mondo finanziario, tiene corsi di formazione e convegni in tutta Italia, ed è editore capo presso la casa editrice CCeditore.

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