Smartphone in classe: quali i rischi per la salute?

Il recente annuncio del Ministro della Pubblica Istruzione sulla possibile introduzione degli smartphone come strumento didattico solleva numerose problematiche e dubbi, anche in merito alla salute. Quali sono i rischi per la sicurezza nell’utilizzo frequente di tali dispositivi?

Diversi sono i possibili danni che un cellulare di ultima generazione potrebbe creare alla salute del suo utilizzatore, secondo il mondo scientifico. Vediamone una panoramica.

La diatriba sui possibili problemi che potrebbero causare le radiazioni emesse dai telefoni cellulari è sorta fin da subito, da quando i telefonini hanno cominciato a diffondersi in modo capillare negli anni Novanta.

La Iarc (l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) ha inserito nel 2011 le radiofrequenze nella categoria di «possibili cancerogeni per l’uomo, sulla base degli studi epidemiologici fatti dal prof. Lennart Hardell, che ha riscontrato un maggior rischio di tumori cerebrali negli utilizzatori di telefono cellulare.

Rischio che arriva a quattro volte se si tiene conto della lateralità dell’uso.
Ma su questo il mondo scientifico è diviso: molti esperti sostengono che nell’etere sono presenti così tante radiazioni che quelle dei cellulari non sarebbero particolarmente significative riguardo all’insorgenza di tumori.

Almeno due sono le pubblicazioni di riferimento relative alla pericolosità delle radiofrequenze da prendere in considerazione: lo studio “Bioinitiative”, dove sono pubblicati gli studi scientifici che dimostrano effetti profondi dei campi elettromagnetici (www.bioinitiative.org), e lo studio dell’ICEMS ( Commissione Internazionale per la sicurezza elettromagnetica) sui meccanismi di azione biologica dei campi elettromagnetici (www.icems.eu).

Alcuni studi si sono in particolar modo focalizzati sulle possibili conseguenze del’utilizzo dei cellulari nei giovanissimi, considerando che l’87% dei ragazzi tra gli 11 e i 16 anni ne possiede uno. Secondo gli esperti dell’istituto spagnolo di ricerca neuro-diagnostica di Marbella, infatti, una telefonata di appena due minuti basterebbe per interferire con l’attività celebrale del ragazzo almeno per l’ora che segue l’utilizzo dell’apparecchio. Questo potrebbe provocare, secondo gli studiosi, difficoltà di apprendimento e alterazione dell’umore.

Altri disturbi che possono essere causati da un eccessivo utilizzo dei telefonini sono quelli posturali e articolari. Avere continuamente la testa piegata sullo schermo dello smartphone può provocare dolori cervicali, mentre la scrittura dei messaggi potrebbe causare la tendinite.
Gli occhi, inoltre, finiscono per fare uno sforzo molto grande per mettere a fuoco gli oggetti che vogliamo vedere e spesso questa situazione causa un inaridimento del bulbo oculare o una visione appannata, dopo uno sforzo prolungato.

Altri rischi per la salute dovuti all’utilizzo dello smartphone sono:

  • Sindrome del tunnel carpale, causata dal continuo digitare sullo schermo e dalla tensione delle dita e della mano nel tenere ben saldo il cellulare quando si scrive.
  • Focolaio di batteri. Sullo schermo si possono trovare 10 volte più batteri della tavoletta del bagno
  • Diminuzione dell’udito. Ormai sono anni che gli otorini si battono contro l’uso degli auricolari con volumi eccessivi. Questo provoca dei danni, spesso irreversibili, all’udito e in modo particolare nei giovani che tendono a sentire la musica a volumi alti. Secondo gli specialisti essere esposti a lungo a un rumore che arriva agli 85 decibel (l’equivalente di una strada molto trafficata) può provocare la perdita dell’udito. Il volume massimo di uno smartphone è, di media, di circa 105 decibel, quindi una prolungata esposizione può creare seri danni.

Tratto da: http://www.orizzontescuola.it/smartphone-classe-quali-rischi-la-salute/

Domenico Terlizzi presidente del Consiglio dei rappresentanti degli studenti Unipegaso.

Administrator

Corrado Faletti è giornalista dal 2003; ha scritto articoli per importanti quotidiani e per riviste di settore scientifico, oggi è Direttore Responsabile di Betapress.it, ha scritto più di 16 libri tra cui il primo libro in Italia sulle banche virtuali, e molte pubblicazioni riguardano la formazione innovativa. Ha lavorato in banca dal 1991 fino al 2007, la sua ultima esperienza è stata proprio in banca Marche ove per primo segnalò lo stato di pericolo in cui la Banca si era venuta a trovare. Dal 2009 al 2012 è stato dirigente del ministero dell’istruzione università e ricerca e si è occupato di organizzazione scolastica, controllo di gestione e fondi europei. Proprio il suo ruolo di capo degli ispettori dei fondi (era responsabile dell’autorità di audit) lo ha portato a ridisegnare il meccanismo dei controlli permettendo di rilevare gravissimi malcostumi nella gestione dei fondi stessi. Per la sua attività preso il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ha ricevuto una lettera di encomio Oggi è Presidente di una società che realizza modelli di business e di controllo per le Banche ed il mondo finanziario, tiene corsi di formazione e convegni in tutta Italia, ed è editore capo presso la casa editrice CCeditore.

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